Bad Boyz Rulez

Charmeine SfidaSpina – IL CIELO ROSSO

IL CIELO ROSSO

Un sottile soffio d’aria caldo e umido sulla guancia costrinse Charmeine a riprendersi. Era frastornata e ancora le girava la testa. Schiuse lentamente gli occhi e inquadrò subito un piccolo animale che le stava annusando il viso.

Spaventata si riprese e si sedette portandosi lontano da quella strana creatura mai vista fino a quel giorno. Le fattezze erano quelle di una lepre, ma i suoi denti erano aguzzi e i suoi occhi più simili a quelli di una mosca gigante. Al movimento repentino della ragazza, anche lo strano animale si spaventò e corse via sulle quattro zampe, ma correndo come un gatto e scomparendo tra la vegetazione.

Sconcertata si strofinò gli occhi, dubitando di aver avuto un’allucinazione. Poi iniziò a guardarsi intorno. Sembrava essere in un bosco di quercie, ma il loro coloro era molto più scuro rispetto al normale, più simile al nero che al marrone.Alzando lo sguardo intravide tra le fronde degli alberi il cielo rossastro: “Finalmente il tramonto” pensò tra sé e sé.

Poi d’innanzi a lei una vera e propria visione di piacere. Un ruscello sgorgava tra le piccole rocce levigate e liscie. L’acqua cristallina rifletteva i raggi del tramonto richiamando la sua attenzione come un corvo è attirato dal luccicchio dei gioielli. Velocemente si affrettò. Immerse la testolina nella piccola sorgente e bevve a più non posso. L’acqua fresca la ristorò.

Quando rialzò la testa tutto iniziava a schiarirsi nei suoi pensieri. Si guardò nuovamente attorno e c’era qualcosa di strano. Rialzò nuovamente lo sguardo e con immenso stupore vide che il sole non stava tramontando, ma era alto nel cielo. I suoi raggi erano color rosso così come il cielo.

Non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Inziò anche a dubitare che il congegno maledetto in realtà la stesse facendo dormire e che era tutto un interminabile incubo… ma sembrava tutto troppo reale perché lo fosse.

Riafferrò il marchingegno e ancora una volta la sfera centrale era dello stesso colore del cielo: rossa. Lo rimise in tasca.
“Ok. Sfera Rossa: non succede nulla. Sfera Blu: quando pigiò un satellite che orbita intorno alla sfera blu vengo travolta da un vortice di colori e tendo a perdere i sensi. Poi mi risveglio in un altro posto.” Iniziò a meditare sedendosi su una piccola roccia biancastra ai bordi del ruscello.
“Quindi a logica se continuo a pigiare queste piccole sfere, prima o poi dovrei risvegliarmi nella radura dove c’era Welldi” poi abbassando le spalle dallo sconforto pensò: “si ma sono centinaia queste odiose palline che girano… quale sarà quella giusta…”

Charmeine decise di aspettare che la sfera tornasse nuovamente blu, ma nel frattempo volle organizzarsi. Non poteva certo rischiare di ricomparire in un posto arido e caldo come quello da dove era venuta senza un goccio di acqua!!

Così iniziò ad esplorare i dintorni. Le quercie erano molto grandi, ma non fitte quanto una foresta. Il sottobosco presentava una vegetazione insolita con strane foglie e strani frutti di bosco. Uno di questo forse faceva al caso suo. Sembrava un piccolo coccomero di color viola. Al tocco la scorza era dura, picchiando con la mano dava un suono vuoto.
Estrasse un piccolo coltello che le aveva regalato il padre al decimo compleanno. Il manico di betulla bianco con inciso il nome del suo clan “SfidaSpina”. Lo fissò per qualche istante trattenendo una lacrima. Poi taglio il ramo a cui era appeso il piccolo coccomero viola e lo aprì.
Quando affondò la lama senti che la consistenza era esattamente come la buccia del coccomero normale, ma un istante dopo vide un gas verdastro uscire e avvolgerla completamente. Lasciò andare il frutto in preda agli urti di vomito e regurgitò tutta l’acqua bevuta prima. Corse verso il ruscello e si lavò più volte bevendo lunghe sorsate di acqua. Il senso di nausea le passò velocemente.
Torno al coccomerò e lo squadrò: “non sarà certo una testa vuota di coccomero a farmi desistere!”
Portò il frutto al ruscello e immergendolo nell’acqua lo scoperchiò. Il gas si mescolò con l’acqua che se lo portò via.
L’interno del frutto era quasi totalemente asciutto, senza polpa o altro, simile al cocco.
“Ottimo” pensò. Lo lavò più volte e lo riempì d’acqua. Rimise il coperchio e strappandosi un lembo del vestito si assicurò di chiuderlo.
Ripetè l’operazione per altri quattro coccomeri viola, ottenendo in totale cinque boracce artigianali.

Ogni tanto lanciava uno sguardo sulla sfera aspettando che cambiasse coloro… e non era nemmeno certa che cambiasse.
La luce rossa del cielo iniziava a tremolare e capì che la notte stava sopraggiungendo.
“Chissà se la notte è normale o di qualche strano colore in questo posto…” si domandò guardandosi attorno.

Infine si inginocchiò vicino al ruscello e fece un rapido inventario di quello che possedeva.
5 Coccomeri-Boracce
1 Coltello Affilato
1 Maglia di cotone tagliata in numerosi punti
1 Paio di Pantaloni di pelle
1 Paio di Stivali Leggeri di Pelle
1 Giacca di Lana
1 Acciarino e Pietra focaia di Welldi
1 Pallina da gioco sempre di Welldi
1 Piccola sacca per gli oggetti

Molto poco. Avvolse nella giacca di lana i coccomeri come fosse un sacco e mise il resto nel piccolo borsello che aveva con sé e restò in attesa.

Passarono diverse ore e finalmente la sfera divenne nuovamente blu. Prendendo un profondo respiro Charmeine pigiò un altro satellite, cercando di memorizzare quale fosse.
Come le volte precedenti tutto iniziò a vorticare, ma questa volta non si fece trovare impreparata, cercando di rimanere concentrata cercò di non perdere i sensi.
Poi si accorse che non era il mondo circostante a vorticare, ma era lei che veloce quanto una trottola girava su se stessa finquando tutti i colori dell’ambiente si confondevano in un unico colore bianco. A quel punto smise di vorticare e si sentì spinta nel nulla per diversi secondi, infine iniziò nuovamente a vorticare velocamente. Anche questa volta fece il possibile per rimanere cosciente. Girava in senso opposto a prima e il colore bianco che era tutto intorno a lei iniziò lentamente a svanire, lasciando spazio a colori, odori e sensazioni.
Barcollò come un ubriaco per molti minuti prima di riuscire a capire dove si trovava.
Sentiva solo molto caldo, ancora. Temette di essere tornate in quel deserto infernale di rocce, ma infine si rese conto che questa volta era peggio.

Sul costone di una roccia nera vide parecchi metri più in basso dellava, era sul pendio di un vulcano che sembrava voler eruttare da un momento all’altro. La paura l’assalì e girò più volte su se stessa per cercare una via d’uscita. Un sentiero naturale portava ad una caverna. Era notte e solo la luce del fuoco e della lava schiariva il buio senza stelle. Seguì la stradina fino ad arrivare ad una caverna naturale. Si infilò dentro e pregò a lungo.
Pregò e pregò ancora che il vulcano placasse la sua ira e non erutasse proprio in quel momento. Pregò che il congegno che stringeva tra le mani passasse da rosso a blu in fretta.

Solo una parte delle preghiere furono udite. Il Vulcano non eruttò, ma ci vollere parecchie ore prima che la sfera del marchingegno tornasse blu. Nel frattempo bevve con cautela cercando di razionare l’acqua. La fame iniziava a farsi prepotente. Lo stomaco implorava, ma la paura tenne a freno ogni tentazione di andare alla ricerca di cibo.

Quando la sfera tornò ad essere blu, Charmeine pigiò di un satellite e sospirò di sollievo quando nuovamente si senti sollevare dal terreno e vorticare vertiginosamente.

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